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Come lavorare con la fresa, perché sia la tua compagna per anni

5 errori piu frequenti nell'uso della fresa: punte storte (microvibrazioni), inserimento troppo profondo, cadute del manipolo, mancanza di aspirazione della polvere, presa scorretta. Consigli pratici direttamente dal salone di onicotecnica.

Introduzione

La fresa è un’importante compagna da scrivania nel lavoro dell’onicotecnica - affidabile, precisa e sempre pronta all’azione. Come ogni strumento di uso quotidiano, anche lei richiede un approccio adeguato e attenzione. Vale quindi la pena sapere cosa nella pratica influenza la sua durata e come piccole abitudini durante il lavoro possono decidere quanto a lungo ci servirà senza problemi.

Nel lavoro quotidiano è facile abituarsi a certi movimenti o modi di lavorare con la fresa. Apparentemente niente di grave - finché non inizia a “succedere” qualcosa. A volte sono dettagli che, nel tempo, possono gradualmente influenzare il funzionamento del dispositivo e la sua precisione. Ciò che indichiamo di seguito deriva direttamente dalla nostra esperienza in salone - da anni gestiamo un salone di onicotecnica in cui lavorano diverse onicotecniche. Integriamo questa esperienza con le conoscenze dal lato dello shop, dove abbiamo già venduto centinaia di dispositivi e osserviamo con quali problemi si imbattono più frequentemente le utenti.

1. Punte storte e usurate

  • le punte dopo una caduta, scalibrate, di bassa qualità e di fonte incerta provocano microvibrazioni
  • le vibrazioni possono essere impercettibili, ma la fresa le “avverte” sempre
  • conseguenza? Rapida distruzione dei cuscinetti - anche nel giro di poche settimane

Spesso si scopre che tra il set di strumenti ci sono diverse punte che, a un esame più attento, risultano essere storte. Cosa importante - una tale punta non sempre si fa sentire a tutte le velocità. A bassa velocità può lavorare in modo completamente stabile, mentre a velocità più alte inizia a causare vibrazioni che sovraccaricano il meccanismo della fresa. Se lavoriamo principalmente a velocità più basse, è quindi facile trascurare il problema e pensare che tutto vada bene.

Facciamo un esempio dalla pratica: una nostra cliente, dopo il nostro suggerimento, ha esaminato attentamente tutte le sue punte - una decina, forse anche qualche decina. Si è scoperto che tre o quattro di esse erano storte, e cosa peggiore - erano proprio quelle con cui lavorava più spesso. Di conseguenza, la durata della sua fresa si è notevolmente accorciata, anche se apparentemente tutto sembrava in ordine.

Usando un esempio automobilistico: nelle auto le ruote vengono bilanciate, affinché non ci sia l’effetto di sbattere e affinché non si danneggino i cuscinetti.

A titolo di confronto

A una velocità di 100 km/h le ruote di una tipica autovettura fanno meno di mille giri al minuto. Nel frattempo la punta nella fresa lavora fino a 35 volte più velocemente. Questo mostra quanto enormi siano le forze che agiscono sui suoi cuscinetti e quanto sia importante il corretto inserimento e la qualità delle punte utilizzate.

2. Inserimento della punta e adeguamento della velocità al diametro

  • inserimento del gambo troppo profondo o impreciso
  • pressione eccessiva invece di lavorare secondo il principio: alta velocità di rotazione = piccola forza di pressione
  • i fattori sopra possono provocare la deformazione della punta, il sovraccarico della testa e una più rapida usura dei cuscinetti
  • se il diametro del gambo della punta è maggiore di quello previsto dal produttore della fresa, la testa non si chiude correttamente, il che porta a giochi e carichi aggiuntivi

È importante che le punte siano adattate al dispositivo - cioè rispettino i requisiti definiti dal produttore della fresa. La punta non è solo la parte operativa, è anche il gambo, e questo può essere di vario tipo. Esistono norme concrete (ad esempio per la fresa SNG: ISO 7785-2 Type 2), che definiscono le dimensioni e le tolleranze dei gambi (cioè la parte della punta che si inserisce nella testa della fresa). Le differenze possono sembrare piccole, ma nella pratica hanno grande importanza per la stabilità e la sicurezza del lavoro. Per esempio, un diametro del gambo troppo grande contribuisce alla non chiusura della pinza della fresa, e lavorare in tale stato danneggia i cuscinetti.

Nelle frese cosmetiche si usano più frequentemente gambi conformi alle dimensioni:

  • 2,35 mm (3/32 di pollice) - è lo standard più diffuso, definito proprio dalla ISO 7785-2 Type 2

Importante è anche la profondità di inserimento della punta. Si raccomanda che il gambo sia inserito nella pinza di serraggio per una profondità di 27-30 mm. Più la parte della punta resta scoperta, più forte è la forza centrifuga che agisce su di essa - e questo aumenta il rischio di deformazione del gambo. Nella pratica significa che, se la punta è troppo estratta, lavora ad alti giri e contemporaneamente è premuta con grande forza, con il tempo può semplicemente piegarsi leggermente.

Schema di inserimento della punta

Fonte: manuale d’uso della fresa SNG (Gurgul Investment sp. z o.o.)

Tale deformazione non solo sovraccarica i cuscinetti, ma può anche portare alla deformazione della pinza stessa nella testa. Vale quindi la pena fare attenzione che la punta sia inserita stabilmente, ma non con forza, e che la sua lunghezza e velocità di rotazione siano adeguate alle raccomandazioni del produttore. Con punte grandi o di diametro maggiore bisogna fare particolare attenzione - velocità e pressione eccessive possono non solo accorciare la durata della fresa, ma anche creare un inutile rischio di danneggiamento dello strumento.

Per la fresa SNG presentiamo qui sotto una tabella pratica, in cui indichiamo le velocità di rotazione consigliate per i diversi tipi di punte.

Tabella delle velocità di rotazione della fresa SNG

Fonte: manuale d’uso della fresa SNG (Gurgul Investment sp. z o.o.)

3. Cadute del manipolo e delle punte

  • anche una leggera caduta del manipolo della fresa o delle punte può portare a un leggero disassamento
  • ad alti giri si manifesta con vibrazioni che a volte l’onicotecnica non avverte, ma la fresa sì
  • è un altro fattore che accelera il guasto dei cuscinetti

4. Mancanza di aspirazione della polvere e di pulizia della fresa

  • la polvere creata durante la lavorazione delle unghie viene aspirata dalla fresa
  • si accumula nella testa
  • in combinazione con l’umidità forma un deposito duro, che può impedire la corretta chiusura della testa - e come sappiamo, una testa aperta e l’alta velocità danneggiano i cuscinetti
  • effetto: maggiore carico sul meccanismo e più rapida distruzione dei cuscinetti

5. Presa scorretta della fresa

  • alcune onicotecniche durante il lavoro hanno l’abitudine di ruotare leggermente il manipolo, il che provoca una leggera apertura della testa
  • a breve termine non si vede, ma con un lavoro prolungato questa abitudine provoca una più rapida usura dei cuscinetti

Come prolungare la vita della fresa?

  • usa punte di fonti verificate e adatte al tuo dispositivo
  • controlla regolarmente lo stato delle punte - dopo una caduta è meglio eliminarle subito
  • inserisci la punta nella testa correttamente - non fino in fondo “con la forza”
  • lavora con leggerezza - l’alta velocità di rotazione richiede una minore pressione
  • cura l’igiene - usa un aspiratore di polvere
  • evita cadute del manipolo e degli accessori

Conclusione

La fresa è un investimento per anni - ma solo se te ne prendi cura in modo consapevole. Nella maggior parte dei casi la rapida usura dei cuscinetti non deriva da difetti del dispositivo, ma da piccoli errori d’uso. E basta un po’ di attenzione perché la tua fresa funzioni silenziosa, stabile e senza guasti per molte stagioni.